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Il caffè espresso: guida alle variazioni regionali in Italia

Una tradizione che unisce

In Italia il caffè è una regola ed una tradizione.
Non c’è città o paesino del bel paese che non onori quotidianamente il rito della degustazione di un buon espresso, al bar con gli amici o in casa, dopo un pranzo in famiglia.
La preparazione di uno dei prodotti gastronomici più famosi nel mondo segue dei criteri ben precisi, anche se è possibile riscontrare delle piccole variazioni regionali, modifiche dettate dalle abitudini locali, che hanno deciso di dare un tocco personale al caffè espresso.
Scoprire quali siano le differenze territoriali, pur rimanendo in Italia, è un modo divertente ed interessante di raccogliere nuove informazioni su quella che può essere considerata la bevanda italiana più apprezzata all’estero.
Gli esperti dell’azienda produttrice CIME s.r.l. (tel. 02/90005468), situata in Via longarone n. 41, a Zibido S. Giacomo (MI), si occupano della produzione di macchine da caffè professionali, incaricate della preparazione di espressi in ogni parte d’Italia.
Vediamo allora cosa cambia da regione a regione.

Italia settentrionale 

La tradizione del caffè espresso preparato nell’Italia settentrionale risente dell’influenza del clima rigido che caratterizza queste zone.
La bevanda, infatti, viene arricchita da ingredienti particolarmente calorici, sapientemente dosati per non alterare la natura dei sapori dell’espresso, pur aggiungendo qualche tocco speciale.
In Alto Adige, ad esempio, è famoso il Parampampoli, un caffè mescolato con grappa, vino, zucchero, miele, aromi e spezie, adatto alle giornate d’inverno.
In Piemonte ed in particolare a Torino, è immancabile la degustazione del cosiddetto Bicerin, una ricetta che ha origini addirittura settecentesche.
Al classico espresso si aggiunge la cioccolata calda, che viene miscelata al caffè per creare un composto unico.
Una volta raggiunta la consistenza desiderata è il momento della guarnizione: un abbondante strato di panna liquida.
Il caffè alla valdostana è un’altra classica variazione alla ricetta originale dell’espresso.
In questo caso, la preparazione avviene in un contenitore comunitario detto grolla, che accoglie il caffè per permettere l’unione di questo ad altri ingredienti.
All’interno del recipiente il barista aggiunge: due cucchiaini di zucchero, una scorzetta di limone e una di arancio, chiodi di garofano, cannella, ginepro e grappa.
Sul bordo della coppa viene depositato dello zucchero inumidito con il liquore e, per mezzo di una fiamma, si permette a tale composto di bruciare, per raggiungere il punto di caramellizzazione dello zucchero.
Si tratta di un momento conviviale, perché gli amici, in senso antiorario, bevono il caffè dai beccucci della coppa.
L’espresso di Padova è dedicato a Pedrocchi, storica figura cittadina legata al caffè.
Alla normale bevanda si aggiunge panna, latte e cacao in polvere.
La vera novità consiste nello sciroppo alla menta, che viene unito agli altri ingredienti ed emulsionato per creare un composto gonfio e spumoso.

Il centro

La parte centrale dell’Italia associa il caffè ad una pausa dai pasti, spesso con proprietà digestive.
Così, nelle Marche, il caffè espresso prende il nome di Moretta e si compone di più strati, formati da anice, rum e zucchero, precedentemente scaldati con una scorza di limone.
A Livorno, invece, a farla da padrone è il Ponce, versione italianizzata del noto punch inglese.
Per realizzarla occorre preparare il Rum fantasia, una variante del rum ottenuta da una miscela di alcol, zucchero e caramello aromatizzato.
Come guarnizione, si è soliti utilizzare una scorzetta di limone.
In Umbria, terra nota per il consumo di cioccolato, è questo ingrediente ad incontrare il caffè espresso, dando vita a numerose varianti, apprezzate dagli estimatori.

Italia meridionale 

Il sud Italia è spesso associato all’arte della preparazione del caffè espresso.
In Calabria la versione locale prevede l’aggiunta di zucchero di canna, Brandy e liquirizia, pestata all’interno di un mortaio.
In Puglia, il caffè espresso salentino è ormai diventato una specialità da provare per i turisti di tutto il mondo.
Visto il caldo torrido, la bevanda viene raffreddata grazie al latte di mandorla, preparato con un panetto appositamente sciolto in acqua.
Anche in Sicilia in caffè espresso si beve freddo, unito ad una deliziosa granita, prodotto regionale di punta.
Napoli è la patria assoluta del caffè espresso, prodotto indissolubilmente legato alle tradizioni popolari ed al folklore.
Tra le varie proposte locali, una delle alternative più richieste è, senza dubbio, quella che aggiunge al caffè la crema di nocciola.
Queste sono solo alcune delle varianti regionali presenti in Italia, una nazione che ha fatto del caffè espresso la propria bandiera.
Per il tuo locale scegli le macchine professionali CIME e assicura ai clienti il vero gusto della tradizione, arricchito secondo gli usi del territorio.

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CIME S.r.l. pone grande attenzione affinché le proprie attività e il proprio business siano svolti con integrità e nel rispetto della legge.

Per “Whistleblowing” si intende qualsiasi segnalazione, proveniente dal personale o da terzi (ad esempio Partner, Fornitori, Clienti, Collaboratori ed in generale Stakeholder), circa una condotta avvenuta nel contesto lavorativo o impattante su di esso e riferibile al personale stesso e/o a terzi, inerente ad una violazione di leggi, regolamenti, regole e procedure vigenti nella Società.

Al fine di rafforzare l’impegno allo svolgimento della propria attività con la massima integrità ed onestà, la Società si è adeguata alla normativa in tema di Whistleblowing, mettendo a disposizione dei propri Stakeholder un sistema di segnalazione che consente di effettuare le segnalazioni come sopra individuate nel massimo rispetto della riservatezza del segnalante, in ossequio a quanto previsto dal D.lgs. 10 marzo 2023, n. 24 (“Attuazione della direttiva UE 2019/1937 del Parlamento Europeo e del Consiglio riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione e recante disposizioni riguardanti la protezione delle persone che segnalano violazioni delle disposizioni normative nazionali”).  

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Le segnalazioni possono riguardare informazioni apprese nell’ambito del contesto lavorativo di violazioni potenziali o effettive, ovvero di condotte volte a occultare le violazioni, di:

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v) atti od omissioni riguardanti il mercato interno.

Non costituiscono segnalazioni whistleblowing, invece, le contestazioni, rivendicazioni o richieste legate ad un interesse di carattere personale del segnalante che attengono esclusivamente al proprio rapporto individuale di lavoro, ovvero inerenti al proprio rapporto con le figure gerarchicamente sovraordinate e le comunicazioni o i reclami relativi ad attività di natura commerciale o di servizi verso l’esterno.

La segnalazione deve essere effettuata in buona fede e deve essere completa di tutti gli elementi a conoscenza del segnalante, in modo da permettere le dovute verifiche sulla fondatezza dei fatti oggetto di segnalazione.

La Società garantirà la riservatezza del segnalante, qualunque sia la modalità di segnalazione scelta, e gestirà tutte le informazioni in modo confidenziale e nel rispetto della normativa vigente.

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La Società, in ossequio a quanto previsto nelle Linee guida in materia di Whistleblowing adottate e pubblicate in bacheca aziendale, ha istituito un “Comitato Segnalazioni” composto dal Responsabile delle Risorse Umane e dal Responsabile Amministrativo, formalmente autorizzati al trattamento di dati personali potenzialmente contenuti all’interno delle segnalazioni ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 (c.d. “GDPR”), e ha messo a disposizione un Modello per la segnalazione, parimenti reso pubblico in bacheca.

Le segnalazioni di comportamenti illegittimi come sopra identificati potranno essere effettuate da chiunque, dipendenti e soggetti terzi, in buona fede e senza paura di ritorsioni, con le seguenti modalità e canali:

–              in forma scritta, sia con la compilazione del Modello per la segnalazione che potrà essere inviato a mezzo posta, con indicazione “riservata personale” al “Comitato Segnalazioni”, presso CIME S.r.l., Via Longarone, 41, 20080 Zibido San Giacomo (MI), sia attraverso l’utilizzo di strumenti informatici, inviando con mail all’indirizzo mail di seguito indicato whistleblowing@cimeitalia.com il Modello per la segnalazione compilato;

–              su richiesta specifica del segnalante, mediante incontri diretti con il Comitato Segnalazioni.

Per fissare un appuntamento con il Comitato Segnalazioni o ricevere la documentazione inerente tra cui Linee guida e Modello per la segnalazione, si può anche contattare il Comitato Segnalazioni direttamente in azienda o a mezzo indirizzo mail whistleblowing@cimeitalia.com.